Liceo Scientifico "G.Ricci Curbastro"-Lugo - Classe IV AB- 2001

LA DIASPORA DEL POPOLO EBRAICO

Dal 70 d.C. all'arrivo degli Ebrei a Lugo

 

Sin dall'arrivo dei Romani nel territorio d'Israele il popolo ebraico ha visto modificare le proprie abitudini, i propri usi, i propri costumi scontrandosi con una realtà notevolmente differente.

Le prime cause di scontro tra queste realtà, che hanno poi trovato un risvolto nella diaspora, sono svariate; tra queste non dobbiamo dimenticare la distruzione avvenuta sotto il dominio di TITO (70 d.c.) del Tempio Sacro. Ciò non significava solamente distruggere il luogo sacro, ma voleva anche dire distruggere la realtà ebraica.

Da ciò dunque inizia la vera e propria DISPERSIONE degli Ebrei in varie parti del mondo ; ma non dobbiamo dimenticarci della rivolta antiromana del 135 d.c., che incrementò tale dispersione.

Molti Ebrei dispersi si rifugiarono in Europa, soprattutto in  Spagna, Italia, Germania, Francia.

Successivamente con l'affermazione del Cristianesimo in Europa il popolo ebraico andò incontro a maggiori problemi, infatti vennero accusati di DEICIDIO poiché la  morte di Cristo (Dio), secondo i Cristiani, è stata causata dal popolo ebraico. Questa calunnia venne deliberata dai Cristiani per dimostrare la diversità delle due religioni, poiché inizialmente il Cristianesimo appariva come una sorta di setta ebraica ed inoltre furono spesso accusati di omicidio rituale e di profanazione dell’ostia consacrata,delitti a volte fatti confessare mediante la tortura.  

Gli Ebrei, in molti luoghi,  potevano esercitare solo il commercio della roba usata e praticare il prestito ad interesse. Quest'ultimo fu ufficialmente vietato dalla Chiesa; essa lo permetteva però a chi, come l'ebreo, non apparteneva alla comunità cristiana. Il fatto è di incalcolabile importanza: in un'epoca in cui si passava dall'economia di baratto a quella di mercato, il controllo degli investimenti e della circolazione monetaria assicurava un ruolo finanziario e commerciale primario a chi lo deteneva. Il prestito serviva sia ai nobili e alle prime Signorie, che avevano bisogno di continui finanziamenti per le guerre, sia al popolo minuto, le cui misere condizioni di vita li costringevano a ricorrere a piccoli prestiti per sopravvivere. 

Agli ebrei erano concesse dagli stessi signori le condotte, autorizzazioni relative anche ai  banchi di pegno attraverso i quali prestavano danaro a tasso prefissato. E spesso solo in base a questa attività essi avevano diritto di residenza. Ben presto le condotte aumentarono  e gruppi ebraici si stabilirono nelle grandi e piccole città come nei centri rurali.

L'intensificarsi della devozione popolare e la crescente irritazione nei confronti dell'usura praticata dagli ebrei culminarono in una serie di espulsioni: dall'Inghilterra nel 1290, dalla Normandia nel 1296, dalla Francia nel 1306 , nel 1394 e alla fine del '400 dai domini spagnoli. 

 Il IV Concilio Lateranense (1215) aveva stabilito che gli ebrei dovevano vivere in quartieri separati e portare un segno di riconoscimento, consistente per gli uomini in cappelli di foggia e colore particolare (giallo o rosso) o un disco di panno sul mantello; le donne dovevano avere un velo giallo sul capo, come le prostitute. Queste disposizioni rimasero per lo piu' inattuate per oltre un secolo.
La peste nera che si diffuse in Europa nel 1348 fu un nuovo motivo di persecuzione. Gli ebrei furono infatti incolpati di diffondere la malattia avvelenando i pozzi, rimanendone essi immuni. Se la prima accusa era falsa, la seconda nasceva da un'osservazione probabilmente fondata: gli ebrei vivevano già raccolti e isolati in un'unica zona della città, seguivano particolari e rigorose norme igieniche per motivi religiosi e perciò la pestilenza non trovava tra loro terreno fertile. La calunnia, che nacque e si diffuse in Germania, provocò massacri e fughe. Molti ebrei fuggirono dal centro Europa e trovarono rifugio anche nell'Italia settentrionale, in particolare nelle comunità di Venezia, Padova, Ferrara, Mantova. Il numero degli ebrei che vivevano nella nostra penisola salì a circa 50 mila su un totale di 11 milioni di italiani. Il primo umanesimo e il suo spirito di apertura e conciliazione favorirono lo sviluppo della cultura e delle lettere anche nel gruppo ebraico.

In Germania gli ebrei conducevano una esistenza precaria e agitata soggetti a contratti regionali che consentivano un soggiorno limitato numericamente e spesso anche nel tempo, soltanto per un certo numero di anni. Fu quindi inevitabile che gravitassero sempre più verso l'Europa orientale, dove trovavano buona accoglienza e si vedevano riconoscere privilegi speciali.

Altri continuarono a risiedere nello Stato Pontificio, dove i papi li tenevano sotto il loto attento controllo.

Però la popolazione ebraica più numerosa e più prospera, nell'Europa del XIV secolo, era quella spagnola, dove le comunità bene organizzate godevano della protezione particolare dei sovrani di Aragona e di Castiglia.

Grazie alle condizioni favorevoli gli ebrei di Spagna annoverarono fra loro una quantità di cortigiani, diplomatici, esattori delle imposte, medici, astronomi e traduttori che fecero carriera al servizio dei loro signori e d'intellettuali, dagli averroisti dichiarati e dagli esegeti biblici, ai poeti, e ai pochi che salirono in fama per le loro versioni delle opere filosofiche e scientifiche di autori arabi, facendo guadagnare ai propri connazionali il titolo di  "mediatori culturali dell'Europa ”.

La predicazione dei domenicani, le incriminazioni rituali, gli intrighi delle fazioni ai danni dei cortigiani ebrei e, infine, le stragi della <morte nera> furono i fattori che si combinarono per sconvolgere le comunità.

La prima sciagura si abbatté sopra di loro, rapida e terribile, durante l'interregno del 1391. I moti antiebraici, fomentati da lunga data da un fanatico arcidiacono di Siviglia, si diffusero come un incendio. Migliaia di ebrei subirono il martirio, parecchie centinaia di migliaia si salvarono la vita accettando il battesimo. Ma siccome per la confessione cristiana il battesimo era vincolante, la <ricaduta> aperta nel giudaismo veniva perseguitata alla stregua di un'eresia. Perciò, mentre alcuni cercarono rifugio in terre meno infide, la stragrande maggioranza rimase, almeno formalmente, cristiana, ma molte migliaia si conservarono fedeli, in privato, alla religione dei padri (guadagnandosi così l'epiteto spagnolo di marrani, <porci >). Un'ondata di panico che si diffuse fra coloro che non avevano ancora abiurato il giudaismo fece ingrossare, fra il 1413 e il 1415, le file dei neoconvertiti e intensificò al tempo stesso l'ostilità che le classi inferiori dei cristiani di lunga data covavano nei confronti dei marrani. All'esplosione di un pogrom seguì una caterva di velenosi libelli e una campagna scoperta di ostracismo sociale in tutta la Spagna. Presi dalla disperazione, molti di loro porsero orecchio agli ebrei o a quelli che pur avendo accettato di farsi cristiani lo erano rimasti segretamente nell'animo e le comunità marrane si propagarono in fretta, con le loro chiese, le loro sinagoghe, i loro cimiteri e le loro associazioni corporative. Molti, soprattutto gli altolocati, insistettero per un'inchiesta ufficiale che estirpasse gli apostati e discolpasse i rimanenti una volta per tutte.

Attorno al 1478 e il 1480 il re Ferdinando e la regina Isabella presero una decisione molto importante, la creazione di un'inquisizione incaricata di eliminare i focolai di giudaizzazione. 
Nel 1492 l'Inquisizione propugna una soluzione "radicale" ritenendo gli Ebrei responsabili della sopravvivenza del marrano, sostiene con forza che la sua opera di punizione e intimidazione è inefficace finche non saranno adottate misure destinate a contaminare, addirittura sterminare una comunità ebraica che spingeva i cristiani ad abbandonare la nuova identità impostagli. Tutto spinge gli Ebrei al rispetto per i predecessori, la preoccupazione dell'ordine, alla certezza economica formando una grande potenza economica. In questo modo l'Inquisizione non esita ad istituire intorno al 1490-1491 un processo che stabilisca l'esistenza di una cospirazione marrano-ebraica: l'espulsione passerebbe dunque come una misura di legittima difesa. Ma solo l'entusiasmo per la conquista di Granada permette di realizzare quest'intenzione.

Redatto dall'Inquisizione,firmato dai sovrani e pubblicato un mese dopo, l'editto d'espulsione dà tempo agli Ebrei fino alla fine di luglio per lasciare la Spagna (prorogata poi  fino al 2 Agosto, data infausta per gli Ebrei).

La maggior parte degli espulsi trova rifugio nel Portogallo, ma precisamente quattro anni dopo anche il Portogallo seguì l’esempio della Spagna e così completò l’impresa di epurare la penisola iberica.

 

 

Diffusione del popolo ebraico

 

Comunità ebraiche al tempo dell'impero romano

 

 

 

 

Accuse agli ebrei:

Paolo Uccello: Il miracolo dell'ostia profanata

Una donna cede ad un ebreo un'ostia per riscattare un mantello

 

L'ebreo cerca di bruciare l'Ostia ma questa inizia a sanguinare inarrestabilmente e il sangue esce dalla casa

 

L'ebreo e la sua famiglia vengono bruciati sul rogo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ebrei Spagnoli

Mentre la Riforma e la Controriforma furono fonte di nuove sofferenze per i superstiti del giudaismo occidentale, soprattutto in Italia, dove nelle grandi città gli ebrei furono obbligati a risiedere nei ghetti, la migrazione di circa duecentomila di loro determinò la crescita delle comunità già stabilite in Italia, nell'Europa orientale e nell'Impero ottomano e ne creò di nuove in Olanda, in Inghilterra e in Francia. La cultura Sefardita rifiorì in Italia, in Olanda e nell'Impero ottomano.

Nell'Europa orientale, per contro, la vita giudaica conobbe nuovamente un'autonomia e una ricchezza che si mantennero nonostante le violenze e le persecuzioni che s'intensificarono dopo il 1648. Però queste comunità erano praticamente isolate dalla corrente principale della so-cietà europea e per loro, che ormai costituivano la maggioranza del giudaismo nel continente, il medioevo finì in realtà soltanto nel 1917.

L'emigrazione dalla Spagna e dal Portogallo portò molti Ebrei in Italia ed anche a Lugo.  Infatti alcune famiglie ebree di Lugo hanno cognomi spagnoli o portoghesi, precisamente Pinto, Saralvo (o Seralvo) , Ribieri, Jacchia, Samaja 

Inoltre la sinagoga di Lugo era di rito Sefardita, cioè spagnolo. (Spagna = Sefarad in ebraico )  

 

 

Tabella riassuntiva delle date principali

 

·                    70 d.C.            Prima diaspora

·                    135 d.C.           Seconda diaspora

·                    425-475 d.C.    Fine del patriarcato ebraico

·                    613-711 d.C.    Persecuzioni visigote contro gli ebrei spagnoli

·                    1144                    Inizio delle accuse medioevali di omicidio rituale

·                    1215                    Obbligo del distintivo giallo

·                    1290                    Dispersione ebraica dall'Inghilterra

·                    1306                   Dispersione ebraica dalla Francia

·                    1348                    Persecuzione al tempo della peste; primo isolamento nei

                                        ghetti in Germania

·                    1481                   Inquisizione spagnola

·                    1492                    Espulsione degli dalla Spagna

·                    1516                 Primo ghetto a Venezia                                       

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