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Introduzione ai tumori:

Il tumore o in senso generale neoplasia, che si può presentare in forma benigna o in forma maligna (cancro), è una intera classe di malattie caratterizzate da una incontrollata riproduzione di alcune cellule dell'organismo, che smettono di rispondere ai meccanismi fisiologici di controllo cellulare a seguito di danni al loro patrimonio genetico.

Caratteristiche di un tumore:

I tumori, nonostante il meccanismo generale di origine sia unico, possono manifestare una gamma molto vasta di evoluzioni e sintomatologie. In tutti però è costante un aumento del numero di cellule cancerose, dovuto alla maggiore velocità di riproduzione cellulare, per cui un maggior numero di cellule tumorali si moltiplica ed un minor numero di esse muore, mentre quelle che sopravvivono continuano a moltiplicarsi. Di solito la crescita di un tumore segue una legge geometrica: è molto lenta all'inizio, ma accelera all'aumentare della massa del tumore. La dimensione critica di un tumore è di circa 1 centimetro cubico: raggiunta tale dimensione il tumore inizia a crescere molto velocemente e a dare luogo ai primi sintomi.
La divisione cellulare è un processo fisiologico che ha luogo in quasi tutti i tessuti e in innumerevoli circostanze. Normalmente l’omeostasi, cioè l'equilibrio tra proliferazione e morte cellulare programmata, è mantenuto regolando strettamente entrambi i processi per garantire l'integrità di organi e tessuti. Le mutazioni nel DNA
La carcinogenesi è causata dalla mutazione del materiale genetico di cellule normali, che altera l'equilibrio tra proliferazione e morte cellulare. Questo dà luogo a una divisione cellulare incontrollata e alla formazione del tumore. La rapida e incontrollata proliferazione può portare a tumori benigni o a tumori maligni (cancri). I tumori benigni non si estendono ad altre parti del corpo, non invadono altri tessuti e raramente costituiscono un pericolo per la vita dell'individuo. I tumori maligni possono invadere altri organi, estendersi in organi distanti (metastasi) e mettere in pericolo la vita. che conducono al cancro, portano alla distruzione di questi processi ordinati distruggendone i programmi regolatori.

La perdita del controllo della proliferazione ha luogo solo in seguito a mutazioni nei geni che controllano la divisione cellulare, la morte cellulare, e i processi di riparazione del DNA a causa di fattori ambientali. Nel 15% di tutti i tumori maligni giocano un ruolo importante i virus. Tra i virus che causano tumori si distinguono essenzialmente due categorie: "a trasformazione acuta" e a "trasformazione lenta". I virus tumorali a trasformazione acuta contengono in se l'oncogene e per questo motivo non hanno la necessità di attaccare il protoncogene, cioè il gene responsabile della cellula ospite. Nei virus a trasformazione lenta l'oncogene è inserito nel genoma stesso del virus, prendendo il nome di virus oncogeno. Il virus oncogeno non è nient'altro che un omologo, iperattivo e mutato, di un gene implicato nella proliferazione cellulare e lavora perciò rapidamente in tutte le cellule infettate. Il promotore virale o altri elementi di regolazione della trascrizione causano sovra espressione di quel proto-oncogeno che a sua volta induce una prolificazione cellulare incontrollata. I virus a trasformazione lenta hanno una latenza di tumore molto lunga confrontati con quelli a trasformazione acuta che portano invece direttamente l'oncogeno virale. Questo perché l'inserzione virale nel genoma vicino ad un proto-oncogeno è bassa. Virus tumorali, come alcuni retrovirus, herpesvirus e papillomavirus, di solito trasportano un oncogeno, oppure un gene inibisce la normale soppressione dei tumori nel loro genoma.

Virus e oncogenesiPapilloma virus

Secondo recenti stime, il 20% dei tumori avrebbe un’origine di carattere virale. La consequenzialità di un rapporto di causa-effetto tra virus e cancro è stata corroborata anche da ricerche recenti.
Un grande passo avanti nello studio dei tumori di origine virale sarà fatto quando troveremo un vaccino per l'Aids, il cui virus e' probabilmente legato a una serie di neoplasie. La scienza ha dimostrato che gli uomini non sono solo veicolo di infezione ma anche vittime del virus. Ma i virus non sono soltanto delle minacce da temere: sono strumenti straordinari per veicolare in maniera mirata terapie all'interno delle cellule umane. Oggi siamo in grado di manipolarli in modo da utilizzare soltanto le caratteristiche che ci servono.

Secondo i dati raccolti dai 36 esperti internazionali che hanno realizzato lo studio, la percentuale dei tumori maligni attribuiti ad agenti infettivi è più alta nei Paesi in via di sviluppo (26%), mentre è significativamente più bassa nei Paesi sviluppati (8%). In particolare, il totale dei cancri maligni attribuibili alle infezioni nel 2002 è stato stimato in 1,9 milioni di casi, ossia il 17,8% del totale dei tumori maligni.
I principali agenti infettivi già precedentemente classificati come "cancerogeni per gli esseri umani", e confermati come tali dal gruppo di lavoro, comprendono il virus dell`epatite B (HBV), il virus dell`epatite C (HCV), il KSHV (Kaposi sarcoma associated herpes virus), l`HIV-1, il virus di Epstein-Barr (EBV), il Papillomavirus umano (HPV) e l`Helicobacter pylori (HP).


Il virus di Epstein-Barr (EBV) causa diverse malattie, tra cui la mononucleosi, che infetta moltissimi individui. Può dar vita a diversi tipi di tumore, tra cui il carcinoma rinofaringeo. Nuovi studi condotti a livello mondiale hanno inoltre rivelato il ruolo centrale di EBV nel 5-10% dei carcinomi gastrici. Gli individui che sono infettati con HIV-1 hanno un alto rischio di sviluppare un tumore maligno. L`infezione da HIV-1, principalmente attraverso l`immunosoppressione, porta infatti a un aumento di replicazione di virus oncogeni come EBV e KSHV. Alcuni ceppi del Papillomavirus umano, classificati come cancerogeni, causano il carcinoma della cervice uterina. L`Helicobacter pylori è invece associato in particolare al cancro gastrico, uno dei tumori maligni più diffusi nel mondo. L`identificazione di nuove sedi anatomiche di cancro attribuite a questi agenti biologici significa che un numero sempre maggiore di tumori maligni è potenzialmente prevenibile.


La ricerca sui virus ad RNA ed a DNA associati allo sviluppo di tumori ha fornito un contributo fondamentale negli ultimi 20 anni alla ricerca sul cancro. In particolare gli studi sul controllo della crescita cellulare hanno contribuito all'identificazione degli elementi funzionali e delle basi genetiche che sono risultati validi per tutti i tipi di neoplasie.
I virus ad RNA associati a tumori, principalmente i retrovirus, trasportano oncogeni cellulari coinvolti nei processi di mitosi e crescita cellulare. I virus tumorali a DNA codificano per oncogeni virali cruciali per la replicazione virale e la crescita e trasformazione cellulare. Lo studio di questi meccanismi ha condotto all'identificazione dei soppressori della crescita tumorale.
La ricerca in questi settori ha, inoltre, fatto sviluppare il concetto che lo sviluppo del cancro si verifica attraverso la concorrenza di multipli fattori e di multipli eventi successivi e cooperanti.
I virus finora identificati come causa eziologica di tumori nell'uomo sono: il virus di Epstein Barr, i virus dell'epatite B e C, papillomavirus, il virus della leucemia a cellule T di tipo I.

I singoli virus hanno ruoli differenti nel processo di trasformazione cellulare e specifici ceppi possono avere diverso potere oncogeno. I virus associati a tumori sono caratterizzati dalla capacità di instaurare infezione persistente nell'uomo e non essendo esclusivamente agenti carcinogenetici, lo sviluppo del tumore rappresenta un evento accidentale nel corso della storia naturale dell'infezione. Tra l'infezione iniziale e la comparsa del tumore possono intercorrere parecchi anni, sebbene i processi di carcinogenesi nei tumori associati a virus possano essere oltre che di tipo indiretto, anche di tipo diretto. I virus possono causare tumori con meccanismi diretti, cioè collegati alla presenza di proteine virali ad azione tumorale (oncogeni), oppure con meccanismi indiretti che provocano una iperattività cellulare o la perdita del controllo immunitario favorendo l’insorgenza del tumore. Per alcuni virus il tipo di meccanismo trasformativo è stato chiaramente accertato, mentre per altri è ancora oggetto di discussione scientifica.L’identificazione di agenti infettivi come causa di una quota considerevole dei tumori umani, circa il 20%, può essere considerato uno dei maggiori risultati della ricerca sul cancro degli ultimi venti anni. La ricerca in virologia oltre ad aver aumentato le conoscenze sui meccanismi di cancerogenesi, consente oggi, nelle attività cliniche, una diagnosi precoce, l’individuazione di soggetti a rischio e la possibilità di effettuare la prevenzione dell’infezione.


L’utilità della vaccinazione contro l’epatite B è chiaramente riconoscibile in regioni con alta prevalenza di infezioni persistenti da Hepatitis B virus. Test clinici con vaccini anti HPV hanno provato la loro efficacia e i risultati delle campagne vaccinali in atto  ci diranno se saremo stati in grado di eradicare, per la prima volta, un tumore umano. L'eliminazione, poi, dell'helicobacter pylori con trattamento antibiotico può diminuire sensibilmente il rischio di tumori dello stomaco.

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