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Il termine Esentema deriva dal greco (εξανθέω=sbocciare) e viene utilizzato per indicare un vasto gruppo di eruzioni cutanee, che in età pediatrica prendono il nome di malattie esantematiche. 

Esempi di malattie esantematiche sono:

  il morbillo(prima malattia);

  la scarlattina (seconda malattia);

  la rosolia (terza malattia);

  la quarta malattia;

la quinta malattia;

la sesta malattia

Il morbillo:
Il morbillo è una malattia infettiva e contagiosa e il suo nome (morbillo, piccolomorbillo.jpg morbo) deriva dalla contrapposizione con infezioni un tempo frequenti e violente come il vaiolo e la peste. Il morbillo è causato da un virus, il Paramyxovirus, poco resistente fuori dall'organismo e sensibile agli agenti chimici e a quelli fisici. Il Paramyxovirus è un virus ad RNA negativo e fa parte della famiglia dei Paramyxoviridae, Genere Morbillivirus.

Contagio   Il morbillo è una malattia infettiva acuta con altissimo indice di contagiosità (97-98%), tanto che è molto difficile raggiungere l’età adulta senza essersene ammalati. Il bambino è contagioso da 1-3 giorni prima dell’inizio dei sintomi (e quindi 3-5 giorni prima della comparsa delle manifestazioni cutanee) fino a 7 giorni dopo la comparsa dell'esantema.

Sintomi e segni  Dopo   un’incubazione di circa due settimane inizia il cosidetto periodo pre-esantematico, caratterizzato da febbre alta, raffreddore e congiuntivite. Dopo qualche giorno inizia a presentarsi l’erruzione cutanea (esantema rosso vivo), che inizia al viso per poi interessare in poche ore tutto il corpo.

Prognosi e complicazioni  Le complicanze più frequenti sono rappresentate da: Otite media 10% dei casi Broncopolmonite e Polmonite (5-7% dei casi) , rara è l’encefalite (1 caso ogni 1000 casi di morbillo) che lascia danni permanenti in circa la metà dei casi, gastroenterite(15%-20% dei casi).

Terapia  Non ci sono farmaci specifici contro il morbillo.Gli antibiotici vengono utilizzati solo in caso di complicanze batteriche (ampicillina o cefalosporine). L'utilizzo di paracetamolo è consigliato per attenuare la febbre mentre agenti espettoranti possono essere utilizzati per liberare le vie respiratorie. Il morbillo è una malattia che può essere prevenuta tramite vaccinoprofilassi, la quale non assicura un'immunità dal morbillo, oppure mediante somministrazione di immunoglobuline sieroprofilassi.

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La scarlattina:


Scarlattina.gifLa scarlattina è causata da un batterio, lo Streptococco Beta-emolitico di gruppo A, che penetra attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori, ed è l'unica tra le malattie esantematiche tipiche dell'infanzia a non essere di origine virale. Può trasmettersi facilmente per via aerea (con le goccioline respiratorie emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando) o attraverso il contatto diretto con le secrezioni della persona malata, per esempio il muco e la saliva. In genere colpisce i bambini tra i 3 e i 10 anni di vita.

Sintomi: Si manifestano con un rialzo termico improvviso (fino a 39°-40°), associato a brividi, mal di testa, vomito e mal di gola.  Dopo alcuni giorni compare l'eruzione cutanea (in termine medico esantema), che interessa all'inizio le ascelle, il collo e l'inguine e poi si estende al resto del corpo. Il viso è molto arrossato, tranne l'area intorno alla bocca che rimane bianca. L'eruzione cutanea scompare dopo tre-sette giorni e la guarigione avviene in circa due settimane.

Complicazioni : La scarlattina può portare delle serie complicazioni, come la febbre reumatica o reumatismo articolare acuto, una malattia che colpisce le articolazioni delle mani e dei piedi e che richiede il ricovero in ospedale

Cura: La guarigione avviene in circa due settimane. Trattandosi di un'infezione batterica, la scarlattina viene curata con gli antibiotici: la cura deve essere seguita almeno per dieci giorni, ma già dal terzo giorno il bambino non è più contagioso.

Prevenzione: Non esiste un vaccino contro la scarlattina, quindi l'unico modo per prevenirla è quello di evitare il contagio.

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Rosolia:

Con il termine rosolia si identifica una malattia infettiva che vede come agente eziologico un virus ad RNA del genere "Rubivirus" appartenente alla famiglia dei
"Togaviridae".                                                                                                       

Rosolia.jpgProfilo clinico  La patologia ha un periodo di incubazione di 14-21 giorni più spesso 16-18 giorni e può presentare due forme cliniche, una tipica (50% dei casi) caratterizzata  da febbre moderata e una  clinica, la linfoadenite, che può durare fino al 30º giorno, precede sempre la febbre e l'esantema di 3-4 giorni.

Diagnosi  La diagnosi è principalmente clinica. Tuttavia la diagnosi per la rosolia può essere effettuata ricercando anticorpi specifici del virus nel siero.

Terapia  Vista la scarsa pericolosità della malattia solitamente non si intraprende nessuna terapia, la diffusione è addirittura favorita; tuttavia è importante il vaccino per tutte le donne che superano la pubertà senza aver contratto la malattia (circa il 15% in Italia). Con l'introduzione del vaccino l'incidenza è scesa del 99% in buona parte del nostro paese.

Rosolia e gravidanza:  La rosolia presenta  alti rischi per il feto, sopratutto se la madre contrae la malattia all’inizio della gravidanza. Nelle prime settimane l’infezione può generare un aborto spontaneo . Il feto però può anche venire infettato, soprattutto nei primi sei mesi di gravidanza, e contrarre la cosiddetta sindrome della rosolia congenita (Src), che può provocare difetti alla vista o cecità completa, sordità, malformazioni cardiache, ritardo mentale nel neonato. Dalla dodicesima alla ventottesima settimana, la placenta esplica un’azione protettiva ed è quindi più raro che si verifichi un’infezione fetale.

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quarta%20malattia.jpgLa quarta malattia:

La quarta malattia, definita anche scarlattinetta, è una malattia esantematica tipica dell'età pediatrica. Dal nome del suo scopritore è definita anche morbo di Duke. È una malattia provocata dallo Streptococco beta-emolitico di gruppo A . Essendo provocata da un batterio, non porta gravi conseguenze, neanche se presente in gravidanza. Attualmente si ritiene che non sia in realtà una malattia a sèstante, ma piuttosto una variante "debole" di altre malattie esantematiche, come la scarlattina, la rosolia, il morbillo o altre infezioni virali, che compare prevalentemente nel periodo primaverile ed estivo.

Sintomi: La sintomatologia vede dapprima comparire cefalea, inappetenza, sonnolenza; può verificarsi un lieve rialzo febbrile, nonché l'arrossamento della faringe e l'ingrossamento dei linfonodi latero-cervicali. Segue poi l'esantema vero e proprio, diffuso soprattutto a livello inguinale e dei glutei, con piccoli puntini ravvicinati di colore rosa, che scompaiono dopo 4-5 giorni; la scomparsa dell'esantema può essere seguito da una lieve desquamazione cutanea. In ogni caso in molte forme i sintomi possono essere piuttosto modesti e quasi inavvertiti.

Diagnosi:  La prognosi della malattia è sempre buona; le uniche complicanze rilevanti possono riguardare la funzionalità renale, per cui può essere consigliato, a decorso avvenuto, un esame delle urine. Nelle forme più rilevanti si consiglia terapia antibiotica protratta per una decina di giorni.

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La quinta malattia:

La quinta malattia è chiamata anche eritema infettivo ed è causata dal parvovirus B19. Il virus umano responsabile della quinta malattia non è lo stesso parvovirus con il quale hanno a che fare i veterinari, che può colpire animali domestici, e non può essere passato da umani ad animali e viceversa. La quinta malattia è diffusa in ogni parte del mondo, focolai di parvovirus tendono a diffondersi nel tardo inverno e all’inizio della primavera, ma possono esserci sporadici casi di malattia in ogni altro periodo dell’anno.

quinta-malattia-.jpgSintomi La quinta malattia, comune specialmente nei ragazzi di età compresa tra i 5 e i 15 anni , inizia con una febbre lieve, mal di testa e sintomi influenzali (naso rosso o naso che cola). Questi sintomi poi svaniscono e la malattia sembra aver fatto il suo corso, finché un’eruzione appare qualche giorno più tardi. La manifestazione di colore rosso acceso appare prima sul viso, alcuni giorni più tardi si diffonde con un colore rosso, di solito più leggero, e si estende al tronco, alle braccia, e alle gambe .

Alcuni tipi di stimolo (come la luce del sole, il calore, l’esercizio e lo stress) possono riattivare l’eruzione fin quando essa non è passata. Altri sintomi che possono manifestarsi a volte con la quinta malattia includono gonfiore alle ghiandole, occhi rossi, mal di gola, diarrea a e raramente eruzioni cutanee di aspetto simile a vescicole e lividi. In alcuni casi, soprattutto negli adulti e negli adolescenti, un attacco di quinta malattia può essere seguita da gonfiore o dolore, spesso alle mani, ai polsi, alle ginocchia o alle caviglie.

Contagiosità: Il parvovirus B19 si diffonde facilmente da persona a persona con i fluidi provenienti da naso, bocca e gola, in particolare attraverso le goccioline che provengono da tosse e starnuti. Nelle famiglie dove un bambino ha la quinta malattia gli altri membri della famiglia che non hanno avuto in precedenza il parvovirus B19 hanno circa il    50 % delle possibilità di contrarre a loro volta l’infezione. A seguito della contrazione della quinta malattia il soggetto sviluppa immunità e di solito non può essere infettato nuovamente.

Quinta malattia e gravidanza: L’infezione da parvovirus B19 durante la gravidanza può causare problemi al feto. Alcuni bambini possono sviluppare una grave anemia, se la madre ha contratto la quinta malattia durante il corso della gravidanza – soprattutto se l’infezione si verifica durante la prima metà della gravidanza. In alcuni casi questa anemia è talmente grave che il feto non sopravvive.

Prevenzione: Non c’è vaccino per la quinta malattia e non c’è nessun modo sicuro per prevenire il diffondersi del virus. Isolare chi presenta l’eruzione della quinta malattia non previene il diffondersi dell’infezione, perché la persona di solito non è contagiosa in quel lasso di tempo.

Diagnosi:  I medici possono diagnosticare la quinta malattia dall’eruzione distribuita sulla faccia e sul corpo. il dottore può ordinare gli esami del sangue per determinare se la malattia può essere causata dal parvovirus B19. La quinta malattia è causata da un virus e non può essere trattata con gli antibiotici usati per le infezioni batteriche. In molti casi questa è una malattia talmente lieve che non è necessaria nessuna medicina.  Dopo che la febbre e i lievi sintomi influenzali sono passati, ci può essere poco da trattare all’infuori dell’eruzione stessa. I bambini con sistema immunitario indebolito (come quelli con AIDS o con leucemia) o con malattie al sangue (come l’anemia falciforme o con l’anemia emolitica) possono diventare molto malati quando infettati da parvovirus B19, questo virus è in grado di rallentare temporaneamente o arrestare all’interno del corpo la produzione di globuli rossi, causando anemia.

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Sesta malattia
È una malattia provocata dall'Herpes virus 6, che esiste in due forme e quindi si può contrarre due volte. È nota con questo nome perché è il sesto esantema infettivo descritto in medicina. La sesta malattia colpisce soprattutto bambini piccoli tra i 6 mesi e i 2 anni di età, ed è più frequente in autunno e in primavera, pur essendo presente nel corso di tutto l'anno. Si trasmette attraverso un contatto diretto con il muco o la saliva del paziente infetto, oppure con le goccioline respiratorie emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando.
La malattia, dopo una decina di giorni d'incubazione, inizia con febbre che scompare rapidamente dopo 3 giorni lasciando il posto all'esantema: macchioline di colore rosa pallido, a volte lievemente rialzate, che si diffondono inizialmente sul tronco e sul collo per poi passare al viso e all'attaccatura di cosce e braccia. La fase acuta dura un paio di giorni e non provoca né prurito, né desquamazione della pelle. Insieme alle macchioline compaiono altri sintomi, come arrossamento della gola, l'infiammazione delle ghiandole linfatiche nella zona della mandibola e della nuca e l'arrossamento delle congiuntive. Per la durata caratteristica, la sesta malattia è nota anche come "febbre dei tre giorni".

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