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3734354-615.jpgL’influenza è una malattia respiratoria altamente contagiosa causata da virus ad RNA appartenenti alla famiglia Orthomyxoviridae, genere Orthomyxovirus. Questi tipi di virus si distinguono da quelli di altri disturbi infettivi per due caratteristiche principali. Innanzitutto perché non esiste un unico tipo di virus, ma ve ne sono di diversi, A, B e C: i primi due sono responsabili della classica forma di influenza, mentre il tipo C provoca un'infezione simile al raffreddore. I virus di tipo A circolano sia nell'uomo che in altre specie animali (uccelli, maiali, cavalli) e sono a loro volta suddivisi in sottotipi.I virus di tipo B sono presenti solo nell'uomo e non esistono sottotipi distinti. Dei tre distinti tipi antigenici che caratterizzano tali virus, quelli di tipo A sono particolarmente studiati per la loro particolarità. In secondo luogo  i virus dell'influenza sono mutanti, cioè si modificano di anno in anno, obbligando così il nostro sistema immunitario ogni volta a produrre nuovi anticorpi in grado di affrontarli e sconfiggerli. I virus dell'influenza sopravvivono solo nelle cellule delle prime vie respiratorie: naso, faringe e laringe. Il virus che infetta volatili selvatici e domestici (tra cui i polli) si chiama "virus dell'influenza aviaria" e di solito non infetta gli uomini, anche se, nel 1997 si sono verificati ad Hong Kong alcuni casi sporadici di influenza aviaria in persone che avevano avuto un contatto diretto con animali infetti (allevatori, macellatori e veterinari). Il virus dell'influenza aviaria, comunque, non si trasmette attraverso l'ingestione di carni o uova infette.

Struttura del virus dell’influenza: http://salute.leiweb.it/grafici/in/virus-influenza.shtml

La forma e le dimensioni del virus possono essere vari, maciclo%20replicativo%20del%20virus%20dell'influenza%203.png generalmente si presentano come sferici o ovoidali, con un diametro di circa 100 nm. L’acido nucleico è contenuto in una matrice proteica e costituisce il nucleocapside che è a sua volta circondato da un involucro lipoproteico costituito dalla proteina della matrice e dal rivestimento lipidico esterno. Nel doppio strato della membrana lipidica sono integrate, oltre ad una proteina di matrice le due glicoproteine principali del virus: la neuraminidasi (NA) che permette l’assorbimento sui recettori specifici e la liberazione delle particelle virioniche dalla cellula ospite, gli anticorpi anti-NA che assumono un ruolo importante nel periodo post-infezione riducendo la diffusione del virus, la emoagglutinina (HA) è l’antigene maggiormente studiato in quanto gli anticorpi anti-HA sembrano avere un ruolo rilevante nella neutralizzazione del virus.

Tipi di epidemia: tabella%20dell'influenza.pngUna caratteristica dell'influenza è la tendenza dei virus a modificare continuamente nel tempo le proprie caratteristiche: se le modifiche sono profonde in determinate circostanze ci possono essere importanti conseguenze per la popolazione che, non avendo mai incontrato il nuovo virus, è scarsamente immunizzata e si ammala più facilmente. Questo fenomeno può coincidere con la comparsa in tutti i gruppi di età di grandi epidemie a livello mondiale, chiamate "pandemie". Le pandemie si verificano ad intervalli di tempo imprevedibili e in questo secolo sono avvenute nel 1918 (Spagnola, sottotipo H1N1)), nel 1957 (Asiatica, sottotipo H2N2) e nel 1968 (Hong Kong, sottotipo H3N2). La più severa, la Spagnola, ha provocato almeno 20 milioni di morti. La comparsa di un virus influenzale completamente diverso da quelli precedenti non è di per sé sufficiente a determinare una pandemia. Occorre che il nuovo virus sia capace di trasmettersi da uomo a uomo in modo efficace. Perché si generi una pandemia è necessario che:

  • emerga un nuovo sottotipo virale nei confronti del quale la popolazione non abbia un adeguato patrimonio anticorpale;
  • il nuovo virus sia in grado di replicarsi nell’uomo;
  • il nuovo virus sia in grado di trasmettersi efficacemente da uomo a uomo, ovvero di creare una catena di trasmissione.

Esistono differenti tipi di influenze in base al periodo e al luogo in cui esse si verificano:

pandemica: diffusa in tutto il mondo

epidemica: diffusa a livello locale

endemica: casi sporadici che si verificano tutto l'anno

stagionale: nelle latitudini settentrionali si verifica in inverno, in quelle meridionali, invece, in primavera. 


Replicazione:

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Le infezioni da virus dell'influenza iniziano quando una proteina della membrana del virus,
l'emagglutinina o HA, si lega ai recettori posti nella membrana plasmatica della cellula bersaglio. Tale legame innesca l'endocitosi che porta all’assunzione di materiale extracellulare da parte della cellula e all’entrata del virus nella cellula come endosoma. Il pH acido esistente nell'endosoma determina un'alterazione della struttura della proteina HA, che espone in superficie un piccolo peptide, detto peptide di fusione. Tale peptide penetra nella membrana della vescicola che racchiude il virus (endosoma), formando così un ponte tra la membrana virale e la membrana dell'endosoma. Tale legame consente alle membrane di fondersi e di rilasciare il contenuto del virus nella cellula ospite. Il genoma virale rilasciato migra nel nucleo della cellula ospite.Alcune proteine virali insieme a dei componenti cellulari permettono la replicazione del materiale genetico virale.Il virus si replica in molte copie, che vengono liberate fuori dalla cellula per gemmazione.

Trasmissione:

Il contagio avviene da persona a persona per via aerea: il virus si diffonde attraverso le goccioline di saliva sospese nell'aria che vengono emesse con starnuti o colpi di tosse da una persona già colpita, oppure semplicemente toccando con le mani superfici oppure oggetti contaminati da individui ammalati. Il virus penetra abitualmente attraverso il naso o la bocca e si moltiplica velocemente nelle vie respiratorie. Al momento del contagio non si accusa alcun malessere, ma intanto il virus comincia a moltiplicarsi e può essere infetto per circa una settimana alla temperatura del corpo umano.Possono essere inattivati facilmente con disinfettanti e detergenti.      
                     

Sintomi: Immagine%20della%20prof%202.jpg

L'influenza è contraddistinta dal manifestarsi di sintomi generali e respiratori: febbre elevata (della durata di circa tre giorni), che si manifesta bruscamente, accompagnata da brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa, grave malessere generale, mal di gola, raffreddore e tosse non catarrale. La febbre è generalmente più elevata nelle infezioni provocate dai virus del tipo A mentre, in quelle causate da quelli del tipo B, si mantiene a livelli più bassi. Nei lattanti, in genere, la febbre non si manifesta ma si osservano vomito e diarrea. Anche negli anziani (oltre i 75 anni d'età) la febbre rimane bassa,
l'insorgenza dei disturbi è graduale e comporta soprattutto debolezza,
dolori articolari e stato confusionale.

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