Liceo Scientifico "Gregorio Ricci Curbastro"

LICEO di LUGO

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Home Vita della scuola Vita della scuola Lectio magistralis del prof. Battistini sulla letteratura resistenziale

Lectio magistralis del prof. Battistini sulla letteratura resistenziale

 

Andare al cuore della letteratura resistenziale attraverso l´analisi di tre dei suoi più significativi romanzi, individuando come tema unificante il trattamento dello spazio e del paesaggio: è stato quello l´obiettivo della lectio magistralis che il prof. Andrea Battistini, già professore ordinario di letteratura italiana all´Università di Bologna, ha tenuto venerdì 6 aprile nell´Aula Magna del Liceo.

Dopo un´introduzione generale nella quale è stato sottolineato che i tre romanzi che sarebbero stati presi in esame (Uomini e no di Vittorini, Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino e L´Agnese va a morire della Viganò) rientrano in quella stagione culturale denominata Neorealismo, il prof. Battistini ha iniziato dal primo, essendo quello cronologicamente più lontano nel tempo, essendo stato pubblicato proprio nell´anno stesso in cui si è conclusa la seconda guerra mondiale. Si avverte l´esigenza di raccontare e Vittorini, che ha combattuto la guerra di liberazione dal nazifascismo, mette a frutto la sua esperienza e la incarna in una storia ambientata a Milano, quindi in una città che, nel corso del romanzo, assume spesso valori simbolici. Il deserto della città, ad esempi - un termine questo che ritorna spesso nell´opera - è lo spazio dell´anima del protagonista e così, ancora, l´estraneità della natura risulta spesso rappresentata attraverso alcune immagini che rimangono impresse in un attento lettore. "Il sole splende nelle macerie della città", espressione, questa, che fa risaltare il contrasto evidente tra la situazione metereologica favorevole e lo spazio urbano distrutto dai bombardamenti. L´altra componente legata allo spazio è poi il tempo: in questo romanzo il tempo è fortemente rallentato. Frequente l´uso dell´aggettivo "lungo", un´espressione, questa, che si collega spesso con uno spazio quasi claustrofobico.

Il secondo romanzo preso in esame dal prof. Battistini è stato L´Agnese va a morire che però cronologicamente è l´ultimo della triade da lui esaminata, in quanto fu pubblicato nel 1949. Un´opera, questa, che, a giusta ragione, può essere definita "il vero romanzo della Resistenza", quella cioè nella quale si ha una rappresentazione corale della Resistenza, idealmente rappresentata nella protagonista, Agnese, il cui dramma è già sintetizzato nel titolo stesso. Qui lo spazio è molto diverso rispetto alla precedente opera. Esso vuole accentuare la dimensione epica ed il senso di sacrificio dei partigiani che combatterono, dunque, due nemici: i nazifascisti ed il paesaggio. Lo spazio è monotono, sterminato - è quello delle Valli di Comacchio - ma viene "umanizzato perché rappresenta un nemico in più da combattere", come ha ricordato il prof. Battistini, secondo il quale, inoltre, quello che viene qui proposto è decisamente il punto di vista dei partigiani. E importante ricordare altresì, lo ha sottolineato ancora Battistini, che questo romanzo esce dopo le elezioni politiche del 1948 che segnarono la clamorosa sconfitta delle forze politiche socialiste e comuniste che avevano rappresentato il cuore pulsante della Resistenza e si era entrati decisamente in quel clima politico denominato della Guerra fredda che tanto influenzò la lotta politica e culturale italiana per diversi decenni.

Ultimo romanzo ad essere esaminato Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino, un´opera, anche questa, come le due precedenti, dove la componente autobiografica risulta particolarmente evidente. L´intenzione dell´autore, ha ricordato ancora Battistini, è stata chiaramente quella di "combattere i detrattori della Resistenza ma al tempo stesso di frenarne l´eccessiva esaltazione". Sul piano del paesaggio si ha qui una sua trasfigurazione: lo spazio viene infatti filtrato dall´immaginazione del protagonista, un ragazzo di nome Pin. Si avverte dunque qui un senso di leggerezza, assente negli altri due romanzi prima esaminati. E la"Liguria dei contadini", come la chiama lo stesso Calvino, dove sono presenti diversi elementi tipici del mondo delle fiabe. Il romanzo è dunque al tempo stesso "neorealista e fantastico" e lo spazio, ci ha ricordato ancora Battistini, "è lo stesso dell´Orlando Furioso, in cui cioè si passa rapidamente da un luogo all´altro, in un attimo". Evidente altresì il richiamo della "siepe" di leopardiana memoria: qui, come nell´Infinito, essa permette all´immaginazione di crearsi degli spazi. Un ultimo accenno infine ai partigiani di questa brigata: si tratta di persone in gran parte ignoranti, senza una maturità politica, ma istintivamente essi si sono messi dalla parte giusta.

Giordano Dalmonte

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Aprile 2018 08:05