Quanto avvenuto al "Ricci Curbastro" nell'a.s. 1994/95 - la fusione cioè con il Classico "Trisi-Graziani" di Lugo - è un evento invece che, pur essendo stato preceduto da una serie di animate discussioni tra i docenti, è stato poi vissuto, negli anni successivi, come un normale incontro tra due amici che dopo aver percorso un lungo tratto di strada separati l'uno dall'altro, si ritrovano e decidono di iniziare un viaggio insieme, consapevoli entrambi che dovendo vivere questa nuova esperienza uno vicino all'altro, ciascuno dei due è destinato a veder annebbiata la propria individualità a vantaggio di un arricchimento reciproco.



La Storia del Liceo
Gregorio Ricci Curbastro nacque a Lugo di Romagna il 12 Gennaio 1853 da Antonio e da Livia Vecchi. L'ambiente domestico in cui crebbe era particolarmente propenso alle scienze esatte: il padre e il nonno paterno Giuseppe furono valenti ingegneri, mentre la madre era figlia di quel Gregorio Vecchi che fu il primo insegnante di idrometria nella Scuola Pontificia degli ingegneri a Roma, e poi ingegnere capo della provincia di Bologna. Tra le più antiche e nobili famiglie di Lugo, i Ricci Curbastro erano per tradizione profondamente cattolici. Nel 1857 il palazzo Ricci Curbastro di Corso Garibaldi ospitò Pio IX, venuto in visita a Lugo, che allora si trovava sotto il governo dello Stato Pontificio: Antonio Ricci Curbastro era infatti un deciso sostenitore di un'autorità papale messa ormai in crisi, in quegli anni di tensioni, dai venti liberaleggianti di nuove ideologie.
L'autore del libro italiano più bello sulla neonata bicicletta - romagnolo come la maggior parte dei prosatori e poeti che dal velocipede trassero ispirazione tra la fine dell'800 e la prima guerra mondiale - scriveva quasi cento anni fa: "Come si chiamerà dunque il poeta italiano che fra non molto scriverà l'ode alla bicicletta?".